Il tour "Cummeddia" di Cesare Basile e i Caminanti (autunno 2019)

”Cummeddia in siciliano vuole dire cometa o aquilone. Il passaggio di una cometa è segno infausto, presagio di sventure pubbliche, monito divino, annuncio di peste. La peste stravolge le relazioni umane e determina un nuovo ordine basato sul sospetto, l’accusa, il controllo, la definizione di zone e confini invalicabili. L’ordine è lo stato d’assedio, l’emergenza continua in cui la sospensione delle libertà viene presentata come il prezzo necessario per la sopravvivenza della società. Radicalizzazione del tutti contro tutti per difenderci da tutti, infine da noi stessi. Separati dal mondo e dalle nostre creazioni quotidiane. La regola è la peste. Dopo averci accecato lo spirito ci strappa il cuore. Di fronte all’ordine della peste l’unico gesto è la rivolta, quando la cometa aquilone annuncia non il castigo ma un nuovo cominciamento” (Cesare Basile)

Non c'è storia.
Quello cui abbiamo assistito a Pisa, qualche sera fa, è senz'altro il concerto più bello e intenso che è dato da vedere in Italia in questo 2019.
Annunciato dopo l'uscita dell'omonimo album "Cummeddia", arriva finalmente il nuovo tour di CESARE BASILE con i Caminanti.
Nessuna agenzia ha curato il booking che è gestito autonomamente da Cesare Basile e da tutto il suo staff.
”Ho scelto di non affidarmi a un’agenzia e fare da me. Mi piacerebbe ripartire da relazioni in cui la musica non viene comprata né venduta ma proposta e suggerita, come quando si organizza un incontro fra persone che non si conoscono ma che si suppone abbiano cose da dirsi, relazioni dirette in cui nessuno si preoccupa di quanti saremo ma di cosa resterà dopo i saluti.” (Cesare Basile)

Con, alle spalle, la bandiera dell'Unità di Difesa delle Donne, comunemente conosciuta col solo acronimo di "YPJ" (unità femminile presente nelle regioni a maggioranza curda nel nord della Siria che ha combattuto sul terreno i terroristi dell'Isis e il loro Stato-fantoccio e criminale), Cesare Basile dà di nuovo testimonianza che la musica, o quantomeno la sua musica, è un tutt'uno indissolubile con le sue idee di partecipazione alle vicende e alle vite di chi in tutto il mondo combatte contro la segregazione, il fascismo, il patriarcato e i concetti legati ad "armi di distrazione di massa" come patriottismo e nazionalismo ("Mala la terra ca è patria").
Il set scorre in un turbinio di ritmi e melodie che profumano di poesia popolare, quella stessa che stava alla base di altri poeti della sua terra di Sicilia, come Ignazio Buttitta, di polvere di strada, di affanni di una gente che sa e che ha ancora vecchie e nuove storie da ricordare e da raccontare.
LINE-UP:
Cesare Basile alle chitarre
Massimo Ferrarotto alle percussioni
Sara Ardizzoni alle chitarre elettriche
Vera Di Lecce al synth, percussioni e voce
Alice Ferrara alle percussioni, synth, voce e cori
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