Ih, che palle!
27 nov 2019
Tempo di lettura: 2 min

Vedere le facce da ‘culo’ dei musicisti che fanno ancora (e si parla di cinquantenni, sessantenni, ma anche quarantenni) smorfie su smorfie, corna e tri-corna, dito medio alzato, ecc... nell’immortalarsi in qualche ‘selfie’ da social-media e non.
Prendere ancora atto di eventi anche recentissimi che sono vecchi nell’anima, senza alcuno spessore culturale contemporaneo (se qualcun* pensa ancora che “fare Jazz” sia un lasciapassare per una presunta ‘elevatura’ intellettuale, siamo messi bene, eh? Ma, poi, quale Jazz? Perché? Perché davvero esiste una musica improvvisata catalogabile come ‘Jazz’ in questo Paese? Proporre standard uno dietro l’altro senza nessuna continuità, senza alcun fil-rouge per una comprensione almeno intellettuale di un’espressività storica o filologica, è cosa degna di meritarsi un posto tra le cose rappresentabili come ‘Jazz’?). E lo stesso dìcasi anche per altri generi e sotto-generi, non solo per il Jazz.
Sommare schifezze, immangiabili persino per le bestie più decrebrate, a veri e propri ‘fake’ musicali ed artistici, sarebbe catalogabile tra i tentativi tesi a de-strutturare il mercato capitalistico e monopolista che GOVERNA la maggior parte delle proposte oggi in giro per stadi, palazzetti, spiagge, e le macchine-da-soldi promosse solo perché pensati a tavolino per accrescere il fatturato dell’industria musical/culturale imperante, da pensiero-unico?
Siamo radical e siamo pure chic, se vi va, noi del MONK, ma ci stanno sulle palle persone che pensano ed agiscono così.
Se poi, però, si volesse parlare di ritrovarci dalla Valle d’Aosta a Lampedusa, per vedere di costruire una vera e valida alternativa a questo tipo di impero artistico, noi ci saremmo! Artisti, Circoli Autonomi, Realtà Resistenti, Idealist* della Cultura di Base, Comunità Indipendenti, Portatrici/Portatori Sane/i di Verità Altre, Vi invitiamo a studiare finalmente qualcosa di nuovo, che non sia la ri-proposizione di esperienze anche giuste ma ormai morte e sepolte (Festival di Re Nudo, Parco Lambro, Licola ecc...), ma fissi, prima di tutto, regole giuste e condivisibili per definire spartiacque e derive, così da fare una prima conta di chi non ci sta ad entrare nella schiera dei farlocchi e dei contrabbandieri disonesti.
Sarebbe già sufficiente incontrarci una prima volta per raccogliere idee e progetti. Poi, vediamo cosa succederà. Creare una nuova etica è un dovere, prima che un piacere per il cuore! O, assieme!
E, comunque, sapete che c’è?, basta con le solite palle!
LO STAFF DEL MONK.


Commenti