top of page

Il corpo, il cuore, la rabbia ai tempi del Coronavirus

6 mar 2020
Tempo di lettura: 5 min


Tre pensieri, tre visioni senza alcuna pretesa scientifica, tre contributi importanti e sinceri che abbiamo trovato stamani in rete. Si tratta di tre musicisti, tre artisti/anche "impresari", preoccupati di questa storia ai tempi del CV.




1.

A costo di andare contro un po' di gestori e anche cari amici devo proprio dirlo, anche se mi spiace:

Non avete capito una mazza di quel che sta succedendo, siete incoscienti che stanno scherzando col fuoco, e ci soffiate sopra. A breve ci scotteremo con una bella zona rossa a Milano e in tutta la Lombardia così magari avrete più chiara la situazione e le ordinanze non saranno più interpretabili ad cazzum, ok?

Di lavoro faccio lo statistico medico, non sono un epidemiologo ma cerco di dare un senso ai numeri che vedo, e non mi piacciono per niente, così quando vedo certi messaggi nelle vostre bacheche davvero non capisco.

I locali, dove suono anche io, vogliono riaprire, meno tavoli ma "rispettiamo le ordinanze". Poi vedo le foto e col cazzo che le avete rispettate, perchè nonostante i tavoli a 1 m viene troppa gente.

I musicisti vogliono fare gli speak-easy, o gli home-concert. Perché tanto il CV lì non arriva, vero?

La mia palestra riapre, e tutti contenti perché la vita riparte. ma dobbiamo stare ad almeno un metro. Come se di solito stessimo più vicini ...

A Barzio devono chiudere la cabinovia perché assaltata da gente che va a sciare, e che si incazza pure quando la chiudono perché c'è troppa gente

All'Ikea non ne parliamo, e ciò scatena l'incazzatura di tutti gli altri "perché loro si e noi no?"

Giù giù fino ad arrivare ai dementi del Centro Commerciale in Abruzzo che una comparsata di una di Sanremo han fatto centinaia di persone senza un plisse'

Non avete capito un cazzo, non siamo ancora in guerra perché non hanno avuto il coraggio e le palle di dircelo, ma ci saremo tra poco se continuiamo così.

Ho più di un contatto che lavora negli ospedali di Milano, e DA TUTTI arriva il messaggio che la situazione è seria.

L'ultimo post di un'amica medico (non la tiro in mezzo ma fidatevi):

Mentre noi triplichiamo i turni per cercare di assistervi al meglio, continuo a sentire persone che approfittano di queste “inaspettate vacanze “ per andarsene a zonzo, spesso fuori regione.

Della raccomandazione -STATE A CASA- esattamente che cosa non è chiaro?


UNA RISPOSTA: Sottoscrivo ........., sono paramedico e sottoscrivo tutto, la situazione per ora è sotto controllo ma per limitare i danni si devono rispettare le Indicazioni ministeriali, anche Piacenza è in piena zona contagio, molti anziani ci stanno lasciando, se vivere un mese tranquillo senza andare al cinema o al centro commerciale o ancora senza un concerto servirà a limitare le vittime ed i contagi DOBBIAMO FARLO CAZZO‼️ Ma niente tutti i giorni soliti post, soliti ragionamenti.

E intanto io mi faccio turni su turni perché colleghi sono in quarantena. ma pensiamo pure a due tre serate perse che andremo sempre meglio, avanti così che andiamo alla grande.





2.

Volevo ricordare a certi campioni della coscienza civica che esercitare il diritto di critica ci fa solo più consci del problema, a differenza del silenzio "dovuto alla gravità della situazione", perché è proprio la gravità delle situazione che dovrebbe spingerci ad occuparcene, perché ci riguarda. Non mi riferisco agli aspetti scientifici del momento che stiamo attraversando, quelli è giusto che li affronti la scienza ed è giusto che la scienza ne informi la comunità, mi riferisco alle modalità e alle pratiche che da questo particolare momento scaturiscono. Se parlate con chi ha vissuto l'esperienza tragica del terremoto vi racconterà che le prime ad essere tagliate fuori dalla discussione sul da fare sono proprio le vittime. Quindi la coscienza civica, se proprio dobbiamo tirarla in ballo, facciamo che sia partecipazione, anche critica.





3.

Ragionavo sul fatto che io sono un giovialone molto tattile. Ciao caro ciao cara, baci abbracci limoniamo etc etc un po' il solito superficialone mezzo genovese ma con una parte emiliana che vorrebbe andare a ballare ogni venerdì e sabato e adotta un maiale ben grasso come proprio animale domestico come metafora.

Ok stasera ho abbracciato un'amica e lei si è ritratta (fate pure le battute che volete sulla ragione per cui l'ha fatto). E ho capito che è chiaro che i miei comportamenti dovranno cambiare. E sarà un lavoro faticoso, le abitudini, le pacche distribuite a destra e a manca, l'affettuosità autentica, il bisogno di contatto accumulati negli anni in questo tempo dovranno essere contenuti, in uno sforzo innaturale per me.

E penso anche che rischiamo di chiuderci in noi stessi. Di diventare degli avatar. Con il rischio concreto che la "realtà" di tutti i giorni in quanto tale, la rassicurante, forse ingannevole, realtà di tutti i giorni si consegni a un mondo sempre più virtuale. Può essere positivo, aumenteremo lo spessore del nostro spirito, a discapito del corpo, di un corpo che probabilmente potrà essere alimentato solo da autopiacere o da moti dell'intelletto, da allusioni, per i più discipinati e aderenti alla terra da esercizi ginnici in una palestra.

Di un corpo che spesso ci chiede più di quello che possiamo dargli. O viceversa. (E' interessante nel nostro cristianesimo interessarsi proprio all'argomento della resurrezione del Corpo, una frase in una preghiera recitata pedissequa da sempre dalla maggior parte della popolazione di questo paese e su cui credo pochissimi si siano mai soffermati a soppesarne l'oggettivamente misterioso significato o a rimbalzarne il fatto mistico paradossale giocandolo in commedia. I preti si guardano bene dal farsi intrappolare in questo ginepraio della logica)

(n.d.r Se mi riveli una religione almeno spiegamela bene)

Mi chiedo come possa essere capitalizzato a livello di lavoro questo bisogno di spirito che si tradurrà in una marea di contenuti per gente che dovrà stare a casa. Qualcuno avrà l'opportunità di lavorare a questi contenuti. E ne avrà la responsabilità. Non credo che potrà scrivere mai più alla leggera come sto scrivendo io ora (ma poi che mai starai scrivendo n.d.r.). Forse ci sarà un comitato scientifico che, giustamente, censurerà gli eccessi ai quali io (tu? ti rendi conto quanto sai essere ridicolo? n.d.r) sto indulgendo ora o, più concretamente, un turbolento parlamento di sceneggiatori che si insultano mortalmente fra di loro ma devono scrivere entro tre minuti una partitura allo stesso tempo eccitante, sconvolgente ma serenamente Zen, loro malgrado. E che salvi l'umore del paese e del mondo. E tre minuti sono tanti, stronzo, produci!

Ma il nostro fisico in quanto tale verrà a bussare e a chiederci il conto. Vorrà avere indietro quello che desidera dopo che ci ha sostenuto per tutti questi anni, senza mai evocare un serio lamento. Non posso certo parlare per tutti i fisici, ma il mio, lo so fra un po' ora sta zitto ma poi dirà la sua, vorrà tornare a vivere facilmente il corpo in mezzo agli altri, anche solo per rubare un po' di eccitamento. Oppure per gratificarsi per incoraggiarsi, per ingannarsi, magari pure stupidamente per pavoneggiarsi come un cretino senza arte ne parte. Così, senza ritegno o paura, senza soprattutto paura di un giudizio morale o di una valutazione scientifica.

Quando potremo di nuovo festeggiare e abbracciarci potrebbe essere il migliore momento della nostra intera vita.

Commenti


​​​​© 2006-2023 by DIFUORI - The Real Secret Stage in Italy

bottom of page