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"Non dimenticarmi". L'appello dell'artista in abito da sposa.

28 gen 2021
Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 29 mar 2021






Crotone, 27 gennaio 2021.


“Il teatro non è finito ora con il Covid, il teatro è in crisi da sempre perché è stato abbandonato come una sposa all’altare”.



Così ROBERTA SESTITO, attrice, performer crotonese, il giorno 27 gennaio, mentre se ne va in giro per la città, implorando "Non dimenticarmi" scritto ben in vista sull'abito da sposa.



Roberta è partita a piedi dal rione Farina vestita da sposa per arrivare fino alle vie del centro.

Lei, attrice di teatro fin da quando a 4 anni ha messo ai piedi le scarpette da ballerina, protesta così contro la mancata riapertura dei teatri e di tutti quegli spazi che vivono intensamente di culture e emozioni, fonti preziose e insostituibili di ossigeno per chi è impossibilitat* a muoversi dentro le restrizioni della pandemia, e non solo.



“Oltre all’emergenza Coronavirus noi artisti del teatro diventiamo spesso invisibili e molti ignorano che per noi il teatro è un lavoro vero, serio, fatto di sacrifici. Voglio essere viva e mi manca il pubblico, per questo vado a riprendermelo e lo faccio per strada, perché a Bologna, prima di andare a Roma per l’Accademia, seguivo spesso gli artisti di strada. Il lavoro di attore di teatro è fatto soprattutto di tanto studio, ogni giorno. Non siamo tutelati come attori di teatro, per niente”.



La sua è una protesta, un “non voler essere dimenticata” come attrice, come teatrante. Il teatro per molti è la vita e quando diventano fantasmi, come da oltre un anno a questa parte, si sente la necessità e il bisogno di far capire che non si può continuare a stare senza teatro, cultura, risate, pianti e che l’odore delle tavole, delle quinte, dei camerini, del cerone diventano ossigeno che serve per respirare.


Il personaggio della sposa triste è il filo conduttore della vita teatrale di Roberta Sestito e per questo lo ha scelto per questa sorta di flashmob, perché ci si ricordi che il teatro è vita, e vita è quella che chiedono di condividere attori e maestranze del teatro.



“Quando si vede un abito da sposa in un contesto di cerimonia – dice Roberta – non ci si fa caso. Se lo togli da quel contesto diventa subito evidente, crea scalpore proprio perché si rompe uno schema. In questo modo si conquista una libertà di espressione, ma si vede la realtà con gli occhi del personaggio attraverso la reazione del pubblico che in questo caso erano i passanti”..
















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